Chiara Franzi : Que penseriez-vous de moi

 

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Chiara Franzi è nata a Genova, il 25 gennaio 1993. È cresciuta in una famiglia che le ha permesso di appassionarsi alla musica e al canto sin da subito, avendo studiato canto anche sua madre. Ha frequentato il liceo classico nella sua città e il quarto anno è andata a studiare in Canada, in un paesino a circa tre ore da Montreal. Si è diplomata alla secondary school, ha arricchito le sue prospettive musicali e ha persino vissuto l’esperienza di cantare per il ballo di fine anno.
Tornata in Italia, si è diplomata e ha intrapreso il percorso universitario a Genova. All’età di 22 anni ha deciso di studiare canto seriamente, cosa che fa tutt’ora. Ha iniziato a cantare nei locali genovesi insieme ad una cover band, i “best before”, fino a quando ha sentito la necessità di scrivere pezzi suoi e cantarli. Ha cominciato a suonare chitarra e ukulele per poter scrivere brani e potersi esibire da sola, ma ha ancora molte carenze come strumentista e spera di migliorare.
Ha avuto occasione di portare le sue canzoni in giro per la città, ma la recente opportunità dal Barone Rosso, è stata la sua prima gita fuori porta.
Mentre cercava di portare avanti la sua vita musicale, si è laureata, ha fatto l’esperienza del servizio civile all’interno di un progetto europeo e ha deciso di iniziare una Laurea magistrale.
In questi anni ha cercato di vincere la sua timidezza, che forse però è parte integrante di quello che è, e di cantare il più possibile.
Quest’estate, a luglio 2021, ha partecipato al festival in lingua ligure di S.Giorgio ad Albenga, ottenendo il secondo posto nella categoria solisti, con una canzone inedita in genovese: “‘o inparou”.
Attualmente vive a Genova, sta scrivendo la tesi di Laurea e continua a portare avanti la sua aspirazione di poter vivere con la musica.

Qualche domanda a Chiara Franzi

 

  • Puoi parlarci del tuo brano, que pensierez-vous de moi?

Chiara: Il brano que penseriez-vous de moi è uno dei brani a cui sono più affezionata. L’ho scritto circa 3 anni fa ed è partito tutto da una domanda che mi sono posta una sera, mentre pensavo ad alcune persone a cui ho voluto bene e che, non essendoci più, non hanno avuto la possibilità di vedermi crescere, cambiare e, quindi, conoscermi per la persona che sono oggi.

La domanda allora che mi sono posta è proprio stata: “cosa penserebbero di me?”.

Queste persone una volta mi conoscevano per la persona che ero e, allo stesso tempo, io li ricorderò per sempre per come erano, in quel momento in cui se ne sono andati.

Se, per una ragione impossibile, avessero mai l’opportunità di incontrarmi oggi, chissà se avrebbero la stessa opinione e stima di me.

Nello specifico, scrivendo questa canzone, ho pensato a mio nonno, una persona a cui ero molto legata e che se ne è andata quando io avevo 13 anni, e ad un amico della parrocchia, un nostro educatore nei gruppi parrocchiali, lui è mancato all’età di 25 anni, un’età che per me, che ne avevo 15, sembrava lontanissima, ma quando li ho compiuti anch’io, la cosa mi ha fatto molto riflettere. Nella canzone dico appunto : “et mon âge ne cesse de changer”, cioè: “e la mia età non smette di cambiare”, senza poterci fare niente cresco, e crescendo cambio, mentre loro rimangono immutabili nei miei ricordi (“j’ai l’habitude de t’avoir dans mes souvenirs, ou tout est gelé et ne change jamais” “ho l’abitudine di averti nei miei ricordi, dove tutto è congelato e non cambia mai). Quelle persone “immutate” andrebbero ancora d’accordo con la mia persona “mutata”?

Penso che questa riflessione possa estendersi anche per qualsiasi persona che si è allontanata dalle nostre vite, qualsiasi sia la ragione.

  • Qual è il consiglio che daresti a chi sogna di fare musica come te?

Chiara: In questa fase della mia vita mi sento talmente assetata di giusti consigli, che mi sembra molto strano concedermi il lusso di darne agli altri.

Certamente sento di condividere una cosa: ognuno ha il proprio percorso, non fatevi comandare dal paragone con gli altri, dalla fretta o dalla paura, nessuno può dettare come debba andare la vita e con che ritmi debba procedere.

Questo ovviamente non vuol dire che la vita vada vissuta passivamente, aspettando che il nostro percorso si formi da solo, ma piuttosto farsi guidare dai buoni sentimenti, dall’amore e dalla passione per i nostri talenti, accettando anche i nostri limiti e la nostra “lentezza”.

Inoltre, un consiglio che sto dando anche a me stessa, siate buoni con voi stessi e credete nel vostro talento, siete la persona che più di tutti ha bisogno di avere fiducia in voi.

  • Quali cantanti ti ispirano?

Chiara: Sono cresciuta ascoltando la musica italiana degli anni 60 e 70, cantanti quali Battisti mi hanno sempre accompagnato nella mia infanzia e adolescenza.

Inoltre, crescere a Genova mi ha dato la possibilità di rapportarmi costantemente con la musica della grande scuola cantautoriale, autori come Lauzi, Tenco e De Andrè hanno sempre fatto parte del mio ambiente e sono per me un grande modello.

Una tappa importante per le mie conoscenze musicali è stata quando, all’età di 17 anni, mi sono recata in Canada per studiare, devo dire che questa esperienza ha avuto un grande ruolo nella scoperta di generi musicali e artisti a cui ispirarmi.

Una su tutte, il mio più grande modello, è Etta James.

Anche cantanti come Nina Simone, Kate Bush o Tracy Chapman.

Al di là di queste fantastiche artiste, devo ammettere di avere un debole per la musica interpretata da voci maschili, che trovo estremamente affascinante, attualmente traggo grande ispirazione da artisti quali: Kings of leon, Mumford and sons, Jack Savoretti etc.

  • C’è qualche artista con cui sogni di esibirti dal vivo?

Chiara: Gli artisti con cui sogno di collaborare dal vivo potrebbero essere parecchi.

Pensando alla scena italiana, credo che Elisa sia davvero un’artista talentuosissima e sicuramente, pensare di poter collaborare con lei, sarebbe un realmente un bellissimo sogno.

Tra gli artisti che citavo prima, credo che poter collaborare anche con un artista come Jack Savoretti sarebbe una grande emozione, magari potremmo condividere anche due chiacchiere sulle nostre origini genovesi.

In ogni caso, la musica dal vivo è sempre bellissima e poterla condividere su un palco con persone appassionate e talentuose è sempre un bel sogno.

Che dire Chiara, speriamo di vederti esibire un giorno insieme ad artisti come Elisa e Jack Savoretti. Intanto complimenti per il tuo brano e il profondo significato legato ad esso.

A questo punto godiamoci il video di Chiara Franzi, Que Pensierez-vous de moi.

 

https://www.facebook.com/ChiaraFranziGe

Chiara Franzi : Que penseriez-vous de moiultima modifica: 2021-11-29T11:36:36+01:00da ib.angus
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