Andrea Budu Toniolo : Il limite che non c’e’

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 Un libro consigliato per l’estate o anche perche’ no per l’inverno dipende da quale parte del globo vi trovate. A questo punto lascio la parola ad Andrea Budu Toniolo.

Buona lettura.

Le difficoltà capitano a tutti prima o poi nella vita, è inevitabile. Ci sono ostacoli che non si possono aggirare, non esistono scorciatoie in questi casi, sopratutto per quanto riguarda il dolore. Nel 2012 ho avuto la “fortuna” di averne incontrato uno davvero grande di ostacolo; forse il risultato di tutti gli anni in cui la mia vita era scivolata via liscia e veloce per 22 anni. Proprio grazie ad un incidente però è iniziata la mia scalata verso “Il limite che non c’è”!
Prima che mi andassero in pappa legamenti della caviglia e si lacerasse il quadricipite sinistro, correre dietro ad un pallone per 90 minuti mi sembrava già una bella faticaccia per essere un divertimento. Poi però sono dovuto rimanere fermo per quasi sei mesi; molte settimane sdraiato a letto, una parte della convalescenza affrontando la depressione e rivivendo il suono delle carene della mia moto che si spezzavano sotto le ruote della macchina ogni notte. Poi però la scintilla. Il risveglio da quel torpore che anni di vita, considerata normale, avevano finito per inibire i miei sentimenti più profondi. Ho così pensato alla meta, dato un po’ di aria fresca al cervello, conosciuto il mio nuovo allenatore, regalato le mie scarpe da calcio quasi nuove, nascosto le stampelle in soffitta e acquistato le mie prime scarpe da corsa! Era il mese di marzo del 2013 quando ho eseguito il primo test sul tapis roulant, per capire se potevo essere uno dei cavalli da corsa che Simone Bortolotti nella sua carriera aveva avuto il piacere di allenare.
Dopo quella prova avevamo entrambi le idee chiare: Simone con un sorriso cercò di nascondere il grande cilecca che probabilmente il suo intuito aveva fatto nel portare l’attenzione su di me, ed io avevo comunque già l’idea che le punte delle mie sue si sarebbero rivolte verso il grande NORD proprio come quando Cris McCandless si sentì attratto fatalmente dall’Alaska. Ero troppo concentrato, troppo motivato e sopratutto troppo felice per ascoltare le persone che mi dicevano che era tutto impossibile. Così dopo 3 mesi dalla riabilitazione mi sono trovato, alla vigilia del mio compleanno, il14 giugno, alla linea di partenza della prima gara della mia vita. Il MAGRAID 100 km nella steppa. 17esimo all’arrivo e primo nella classifica dei miei sogni. La felicità incominciava ad arrivare a grandi sorsi, dandomi sollievo ma mai dissetandomi completamente. Fino a quando il 19 aprile 2015 sono partito, lasciando il lavoro e sopratutto lasciando il cuore in mano alla mia fidanzata Anna promettendole che sarei ritornato a riprenderlo dopo 4 mesi, 4500 km e 6 nazioni attraversate con una bella candela profumata per illuminare qual brutto periodo passato. I soldi mi pesavano molto nelle tasche e sarebbero stata una zavorra troppo pesante, mentre l’amore mi rendeva le gambe leggere e ricche della forza che mi avrebbe spinto da Galliera Veneta fino a Caponord di corsa, in 84 giorni anziché i 120 previsti. 9 scarpe consumate che meglio di chiunque potrebbero raccontare che cosa è stato questa fetta di vita che ha avuto più sapore di qualsiasi altra leccornia che abbia mai assaggiato in vita mia. Ci hanno comunque provato a raccontarla questa storia; prima il regista Alberto Scapin con il documentario “CAPONORD TheRunnerDoc” e poi io stesso con il libro “il limite che non c’è”. Ma è stato tutto troppo denso di sentimenti, troppo vicino alla perfezione e sopratutto troppo pieno di vita per essere riportato senza filtri. Ogni tanto passo lo sguardo lungo la tomaia dell’unico paio di scarpe che ho riportato a casa, proprio quelle che hanno toccato il globo di ferro per prime, provando a tirargli fuori quella risposta che ancora oggi riaffiora dolce e forte come il retrogusto di quel biscotto offerto da una anziana signora dal nome impronunciabile che mi aveva visto arrancare sotto la pioggia gelata della Lapponia. “Ma come abbiamo fatto a trascinarci dietro un carretto zeppo di cose per 60 km al giorno?”.
Ogni volta che glielo chiedo sembra quasi che sorridano strizzandomi l’occhio!!! Ora dopo due anni, dopo aver posizionato l’asticella del mio limite abbastanza in alto per poter ripromettermi di riprovarci, sono qui sdraiato. Di nuovo. Sempre per un incidente. Una vertebra e lo sterno fratturati mi hanno trascinato di forza davanti il cartello che segna il bivio con il quale dovrò misurarmi presto. Tentare di continuare a lavorare, fare qualche gara per sopire quella irrefrenabile voglia di consumare le suole o ritornare sulla strada ad essere risucchiati dal mondo e dall’intensità che solo il profumo della Scandinavia e la vista della prima renna della mia vita hanno saputo regalarmi? L’unica cosa certa è che tutti prima o poi dovremo affrontare delle difficoltà. La differenza sta solo in che modo le affrontiamo. Per questo l’unico consiglio che mi sento di dare a tutte le persone è……..sorridere. SEMPRE!
Buona vita

Andrea Budu Toniolo

CopertinaToniolo

Siete viaggiatori? Scrivete un articolo per Ibkoala…

 

 

 

Avete fatto un viaggio incredibile? Scrivete a ib.koala@yahoo.it raccontandoci la vostra esperienza e inviandoci delle fotografie del vostro viaggio. Il titolo di questa categoria sarà “Viaggiando con ….”

Ogni mese selezioniamo un viaggiatore, che sarà il protagonista della sua avventura e diventerà l’autore dell’articolo del mese.

 

Quindi viaggiatori vi aspettiamo per parlare di voi…

 

 

Buon Divertimento!

 

 

 

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Voyagers get ready to talk about your amazing experience!

 

Enjoy!

 

 

 

Quanto amate le immersioni?

 

Trappola in fondo al mare

(Into the blue)

(Quanto amate le immersioni?)

In onda venerdì 30 maggio in prima visione tv su Italia 1

La vita alle Bahamas a bordo di un lussuoso Yacht sembra un vero sogno, circondati da una distesa di acqua salata e turchese, con il solo scopo di divertirsi e fare immersioni. E’ così che Jared, la fidanzata Sam e i due amici Brice e Amanda vivono ore felici, tuffandosi al largo delle Bahamas facendo acrobazie con le moto ad acqua e prendendo il sole in barca.
Impossibile resistere ad un’immersione per scoprire le bellezze sottomarine, tra grotte inesplorate coralli e variopinti pesci tropicali. In questo modo con ai piedi un paio di pinne e un boccaglio, Jared affonda le mani nella sabbia e prende una pietra sul fondale che per gli altri è solo un “sasso”. La porta a bordo e poi torna a immergersi smuovendo la sabbia con le mani e trovando il tesoro di un antico relitto. Nel recuperare i reperti i ragazzi scoprono sul fondale qualcosa di più minaccioso che li travolgerà in un’avventurosa sfida con alcuni pirati che sanno bene cosa vogliono e come ottenerlo.
Jessica Alba si era appassionata alle immersioni proprio partecipando agli episodi del telefilm “Flipper” quando ancora aveva 12-13 anni. In “Trappola in fondo al mare” Jessica si immerge completamente nel personaggio dando vita a Sam, esperta di squali. Il suo personaggio si destreggia in situazioni difficili e sembra a suo perfetto agio con il mare, quasi fosse il suo habitat naturale. I suoi lineamenti lasciano immaginare che sia un’isolana dei Caraibi ma in realtà è originaria della California. “Sono stata attratta da “Trappola in fondo al mare” proprio per la presenza dell’elemento marino” afferma Jessica.
L’attrice ha incontrato Paul Walker alcuni mesi prima delle riprese e ha
confidato di essersi trovata bene con lui fin da subito. Per prepararsi per la parte ha trascorso alcune settimane a ripassare le sue conoscenze di immersione nelle isole Cayman prima di raggiungere gli altri membri del cast alle Bahamas.
Paul Walker è anche lui originario della California ed è cresciuto nuotando e facendo surf così nessuno era più adatto a lui nel ruolo di Jared in “Trappola in fondo al mare”. Effettuare le riprese di un film girato per il 70 per cento in mare non è così semplice. Bisogna avere molta resistenza fisica visto che la maggior parte delle riprese è stata realizzata durante i mesi invernali. “Sapevo che la parte sarebbe stata fisicamente logorante – afferma Paul Walker – una temperatura di 21 gradi può essere tiepida per gli standard californiani ma l’acqua assorbe il calore corporeo 25 volte più rapidamente dell’aria. Inizi a battere i denti non appena il corpo perde 2 o 3 gradi di temperatura. Sapevo che avremmo avuto bisogno di lunghe pause per riscaldarci.
Ho cercato di prepararmi mangiando bene e dormendo il più possibile. Comunque mi fidavo di John e sapevo che avrebbe mantenuto le cose il più possibile vicino alla realtà”

Il film è un’ incredibile finestra che si affaccia sulle Bahamas e ti fa
percepire la vita da sogno che vivono i protagonisti. Il regista John Stockwell dice “trovarsi in acqua oltre che sott’acqua rappresenta una bella sfida”
I realizzatori del film hanno scelto per le riprese New Providence alle Bahamas.
“Siamo venuti qui per la qualità cristallina dell’acqua e per la presenza degli squali che sono visibili in quasi ogni scena” spiega il produttore David Zelon.
Uno dei primi abitanti ingaggiati è stato l’esperto di squali e immersioni
Stuart Cove il quale dichiara di essere rimasto colpito dall’impegno dimostrato dalla produzione per la sicurezza e la tutela ambientale.
Ashley Scott e Josh Brolin hanno invece dovuto imparare a fare immersioni in piscina. Josh ha sorpreso i colleghi con la sua capacità di adattamento durante le settimane di addestramento subacqueo anche se ha dovuto ammettere di aver incominciato a fare immersioni all’inizio dell’anno al largo della costa della California.
Gli attori hanno imparato non solo a maneggiare l’equipaggiamento per le immersioni ma anche a trattenere il fiato durante le immersioni libere e ad abbandonare la naturale paura di trovarsi in profondità.
A questo punto lasciatevi trascinare da questo film sul mondo sottomarino, preparatevi a godervi il profumo del mare e appassionatevi di immersioni…resisterete al mare fino alla calda stagione?

Recensione di Isabella Bianchini

Genere : azione/avventura
Durata: 110′
Origine: USA

Cast:

Regia: John Stockwell
Attori:
Paul Walker (Jared)
Jessica Alba (Sam)
Scott Caan (Brice)
Ashley Scott (Amanda)
Josh Brolin (Bates)
James Frain (Reyes)
Tyson Beckford (Primo)
Dwayne Adway (Roy)
Javon Frazer (Danny)
Chris Taloa (Quinn)
Peter R.V. Bowleg Jr.(Jake)
Clifford McIntosh (Kash)
Adam Collins  (Raolo)
Gill Montie (Big Dave)
Dan Ballard  (Scuba Bob)
Soggetto: Matt Johnson
Sceneggiatura: Matt Johnson
Fotografia: Shane Hurlbut