Nathan Mundraby: Midin Art Collection

MAC1

by Nathan Mundraby

Dubai Exhibition 2017

Midin Modern Art

Nathan Mundraby

Nathan Mundraby

From the Midin Art Collection, you can now buy some pieces of art by Nathan Mundraby aboriginal modern artist.

He has performed in the Hugh Jackman show, from Broadway to Oz and will exhibit his paintings in Dubai in july 2017. It is highly recommended to visit his exhibition to see his one and only artworks in person.

Among the Midin art collection works, there are The freshwater Bird dreaming, the Billabond dreaming both on sale for 50.000 Aud, didgeridoos (150$) and boomerangs (120$).

Every piece, is exclusive and you will read it on its own certificate. In case of purchase, only you have that piece of the collection, a unique artwork of Mr Mundraby.

For more information please write to: redazione.ibkoala@yahoo.it

Nathan Mundraby

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Mathan Mundraby

Arte: le vostre opere su Ibkoala

Se siete artisti potete inviare l’immagine di una vostra opera con una breve biografia a redazione.ibkoala@yahoo.it, descrivendo la tecnica usata e un link al vostro sito e al sito dove la vostra opera viene venduta inserendo come oggetto dell’e-mail “Arte”. Una volta che la nostra redazione avrà approvato, l’opera verrà pubblicata su Ibkoala e resterà sempre visibile nella sezione “Arte”. Il servizio ha il costo di 2 Euro. Il pagamento avviene con Paypal.

Se avete bisogno di ulteriori informazioni scriveteci.

Discipline artistiche

Arti visive

  • Pittura
  • Disegno
  • Fotografia
  • Installazione
Arti plastiche
  • Scultura

 

 

If you are artists you can send one of your works photo with a short bio to redazione.ibkoala@yahoo.it writing the  art technique used, the link to your website and to the website where you sell your works, e-mail object, “Art”. After our confirmation, the work will be published on Ibkoala Blog in the art section. The service is 2 euros. The payment is through Paypal.

If you need further information please write to: redazione.ibkoala@yahoo.it 

 

Artistic disciplines

Visual arts

  • Painting
  • Drawing
  • Photography
  • Installation

Plastic arts

  • Sculpture

 

Vincent Van Gogh: campagna senza tempo

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Da oggi a Roma saranno in esposizione al Vittoriano 70 opere di Van Gogh, affiancati da 30 dipinti dei contemporanei Gaugain, Cézanne, Pissarro, Millett.

 

La mostra, “Vincent Van Gogh, campagna senza tempo” è curata da Cornelia Homburg, una della maggiori conoscitrici del maestro e prodotta da Comunicare Organizzando. E’ stata realizzata con il supporto di istituzioni come il Van Gogh Museum, la National Gallery del Canada,l’Hammer Museum,il Rijksmuseum, il Guggenheim,   la Tate National e il Musée du Louvre.

 

Dall’ 08/10/2010 al 13/02/2011 

 

 

English version

 

 

At the Vittoriano in Rome the exposition of 70 Van Gogh paintings and 30 paintings of the  contemporary painters Gaugain, Cezanne, Pissarro, Millett.

The exhibition, Vincent Van Gogh campagna senza tempo (Vincent Van Gogh timeless countryside) is by Cornelia Homburg one of the most experts of the master and produced by “Comunicare Organizzando”. It has been created with the support of important institutions such as  the Van Gogh Museum, the National Gallery of Canada, the Hammer Museum, the Rijksmuseum, the Guggenheim, the Tate National and the Louvre.

 

 

 

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Obyart Studio Multifunzionale presenta

 

 

OBYARTStudioMultifunzionale

presenta  la collettiva

 

 

 

         2012 (- 2)  ARTE- OLOGIA

archeologia artistica del nostro tempo

 

 

 

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La scatola del tempo…

 

…l’arte è il messaggio

 

 

ARTISTI “NAVIGANTI NEL TEMPO”

 

   Claudio Barbieri   Gianfranca Barbieri

Roberta Barbieri  Anònimo Capuàno

Donatella Bianchi  Monica Bianchini

 Marta Cavallari  Simone Fassina 

Patrizia Lavaselli  Viviana Manna

Luigi Marenzi   Roberto Origgi  

Maurizio Piccirillo  Ottavio Massarenti

Sara Veronica Moroni   Ezio Pinciroli 

Stefania Selmi   Elisabetta Sperandio 

Marida Tagliabue   AntonellaTosatto

 

vernissage  mostra  lunedì  07 /06/2010  ore 18:00

  OBYARTSTudioMultifunzionale

via poliziano 16 -milano

info:    obyart@fastwebnet.it     www.obyart.eu

la mostra rimarrà aperta con orario pomeridiano 

dal martedì al sabato, orario 16,30 – 19,30

per il  periodo dal 08/06 al 19/06/2010.

entrata libera

 

 

 

 

Mostra personale di Roberta Barbieri

 

Non so da cosa nasce tutto questo bisogno di avere a che fare con la materia, i colori e “il fare a mano”

 

 

Forse è nato con me.

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CORPOREA (MENTE) 

mostra   personale di Roberta Barbieri

presentata da Andrea G. Pinketts

inaugurazione 11 maggio 2009  ore 21,00

presso LE TROTTOIR

p.za XXIV Maggio, 1 Milano tel/fax (+39) 028378166 email info@letrottoir.it www.letrottoir.it/eventi

  

 

“Non so da cosa nasce tutto questo bisogno di avere a che fare con la materia, i colori e “il fare a mano”: forse è nato con me.

Me lo ricordo ancora quel fascinoso gorgo di colore, una spirale, che l’imbianchino di casa fece nascere come una magia unendo la tempera bianca e i pigmenti colorati in un secchio: avevo cinque anni…L’universo delle mie  opere, è un “work in progress”: sceglie fra gli elementi la “ terra”, intesa come luogo di passaggi e trasformazioni.

Dopo il radicamento  ora c’è il viaggio. Quella diaspora di semi scintillanti nati dalle grandi e placide spirali delle prime opere prende terra, vi si nasconde e comincia a crescere ed ad espandersi…Entra ora in gioco  per la prima volta, anche il corpo al femminile come espressione di questa trasformazione delicata in continua evoluzione. “Corpo” che non si lascia  contaminare dall’effetto figurativo, ma che porta ed invita chi guarda ad andare oltre, ad avventurarsi nell’espressione e nell’ emozione che questa esprime con i colori.

 

“Corpo” come volume che parla senza descriversi:  mani, piedi, visi non sono mai presenti, o solo accennati, perchè  nel loro essere, sono troppo  descrittivi, limiterebbero  la fantasia e ne bloccherebbero la sua stessa rappresentazione.”

 

Roberta Barbieri

 

 

Cosa dicono di Roberta Barbieri

 

Roberta Barbieri ha lasciato l’astratto e in questa nuova personale la sua mente da forma a corpi e membra lasciando nell’indecifrabile onirico un volto, un sorriso, uno sguardo. Della sua pittura precedente restano, come emblematico richiamo, piccoli sciami di semi dorati e di spirali piumate che sfiorano corpi di donna, a volte accennati in modo tanto lieve nella loro connotazione specifica, da scivolare in un’ intrigante ambiguità ( chi avrò davanti nella sua nudità quando  la creatura di “Siparietto impertinente” si volterà?).

Donne che sembrano emergere dal legno antico, legno vissuto, su cui l’artista le ha ritratte. Sono colte nell’atto del loro emergere sugli scuri di una vecchia finestra, sull’anta dell’armadio dei nonni, sulla tavola di un letto su cui nessuno si è più sdraiato da tanto, troppo tempo; offrono ai nostri sguardi le loro membra morbide, perfino tenere (come nel “Cucciolo di donna”) cui il titolo dell’opera dona carattere e un frammento di storia.

Queste ultime opere di Roberta Barbieri sono come presenze oniriche, che tentano di liberarsi dagli impacci creati dalla sovrapposizione dei ricordi, per lasciare il loro stato di “nate da mente d’artista” e diventare reali presenze di carne e sangue.

Presenze oniriche abitatrici di una casa che forse esiste anche nella realtà, ma sicuramente vive nei sogni dell’artista.

 

Doretta Cecchi

 

Aprile 2009

 

 

Cenni sull’artista

 

Roberta  Barbieri  nasce  a Milano  nel 1963;  dopo  il diploma in Scenografia  e Costumi  all’Accademia  di  Brera, attratta da “tutto quanto fa spettacolo”, collabora con laboratori di scenografia teatrali, si specializza in decorazioni e oggettistica per l’immagine di punti vendita ed espositivi, partecipando in contemporanea, con pezzi unici, a diverse mostre collettive e a mercatini  creativi. Si dedica inoltre all’aspetto emozionale dell’arte organizzando corsi- laboratorio di “creatività emotiva” per bambini e adulti.  In parallelo a queste attività ha portato avanti la sua ricerca pittorica e ha partecipato a molte esposizioni collettive e personali. Sue opere sono presenti in collezioni private.

 

Arte: Mostra Personale di Roberta Barbieri

 

Non so da cosa nasce tutto questo bisogno di avere a che fare con la materia, i colori e “il fare a mano”

 

 

Forse è nato con me.

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CORPOREA (MENTE) 

mostra   personale di Roberta Barbieri

presentata da Andrea G. Pinketts

inaugurazione 11 maggio 2009  ore 21,00

presso LE TROTTOIR

p.za XXIV Maggio, 1 Milano tel/fax (+39) 028378166 email info@letrottoir.it www.letrottoir.it/eventi

  

 

“Non so da cosa nasce tutto questo bisogno di avere a che fare con la materia, i colori e “il fare a mano”: forse è nato con me.

Me lo ricordo ancora quel fascinoso gorgo di colore, una spirale, che l’imbianchino di casa fece nascere come una magia unendo la tempera bianca e i pigmenti colorati in un secchio: avevo cinque anni…L’universo delle mie  opere, è un “work in progress”: sceglie fra gli elementi la “ terra”, intesa come luogo di passaggi e trasformazioni.

Dopo il radicamento  ora c’è il viaggio. Quella diaspora di semi scintillanti nati dalle grandi e placide spirali delle prime opere prende terra, vi si nasconde e comincia a crescere ed ad espandersi…Entra ora in gioco  per la prima volta, anche il corpo al femminile come espressione di questa trasformazione delicata in continua evoluzione. “Corpo” che non si lascia  contaminare dall’effetto figurativo, ma che porta ed invita chi guarda ad andare oltre, ad avventurarsi nell’espressione e nell’ emozione che questa esprime con i colori.

 

“Corpo” come volume che parla senza descriversi:  mani, piedi, visi non sono mai presenti, o solo accennati, perchè  nel loro essere, sono troppo  descrittivi, limiterebbero  la fantasia e ne bloccherebbero la sua stessa rappresentazione.”

 

Roberta Barbieri

 

 

Cosa dicono di Roberta Barbieri

 

Roberta Barbieri ha lasciato l’astratto e in questa nuova personale la sua mente da forma a corpi e membra lasciando nell’indecifrabile onirico un volto, un sorriso, uno sguardo. Della sua pittura precedente restano, come emblematico richiamo, piccoli sciami di semi dorati e di spirali piumate che sfiorano corpi di donna, a volte accennati in modo tanto lieve nella loro connotazione specifica, da scivolare in un’ intrigante ambiguità ( chi avrò davanti nella sua nudità quando  la creatura di “Siparietto impertinente” si volterà?).

Donne che sembrano emergere dal legno antico, legno vissuto, su cui l’artista le ha ritratte. Sono colte nell’atto del loro emergere sugli scuri di una vecchia finestra, sull’anta dell’armadio dei nonni, sulla tavola di un letto su cui nessuno si è più sdraiato da tanto, troppo tempo; offrono ai nostri sguardi le loro membra morbide, perfino tenere (come nel “Cucciolo di donna”) cui il titolo dell’opera dona carattere e un frammento di storia.

Queste ultime opere di Roberta Barbieri sono come presenze oniriche, che tentano di liberarsi dagli impacci creati dalla sovrapposizione dei ricordi, per lasciare il loro stato di “nate da mente d’artista” e diventare reali presenze di carne e sangue.

Presenze oniriche abitatrici di una casa che forse esiste anche nella realtà, ma sicuramente vive nei sogni dell’artista.

 

Doretta Cecchi

 

Aprile 2009

 

 

Cenni sull’artista

 

Roberta  Barbieri  nasce  a Milano  nel 1963;  dopo  il diploma in Scenografia  e Costumi  all’Accademia  di  Brera, attratta da “tutto quanto fa spettacolo”, collabora con laboratori di scenografia teatrali, si specializza in decorazioni e oggettistica per l’immagine di punti vendita ed espositivi, partecipando in contemporanea, con pezzi unici, a diverse mostre collettive e a mercatini  creativi. Si dedica inoltre all’aspetto emozionale dell’arte organizzando corsi- laboratorio di “creatività emotiva” per bambini e adulti.  In parallelo a queste attività ha portato avanti la sua ricerca pittorica e ha partecipato a molte esposizioni collettive e personali. Sue opere sono presenti in collezioni private.

 

I messaggi comunicati dall’arte

 

 

Mi capita di aggirarmi per la rete, osservando con attenzione gli artisti che riescono a lasciare emergere la propria creatività comunicando un messaggio all’osservatore, lo spettatore che osserva dalla sua prospettiva una realtà dalle diverse sfaccettature. L’artista in balia della propria vena creativa si lascia portare dall’estro senza neppure sapere quale sia il risultato finale. In procinto di ritrovarmi a realizzare quale fosse la visuale che ogni artista avrebbe avuto in rapporto ad una tematica ben precisa, ho fatto un salto ad un vernissage. Normalmente non mi trattengo molto, giusto il tempo di lasciarmi colpire dalle creazioni prima ancora di farmi distrarre da eventi esterni poi affilo la punta della mia matita e scrivo le idee che l’arte in una frazione di secondo mi ha comunicato.  Ho guardato un po’ qua e un po’ la tutte le creazioni e benché ognuna avesse una sua propria caratteristica portata dall’animo dell’artista ho dovuto scegliere o meglio ho lasciato che la mia attenzione venisse proiettata verso un paio di tele, in particolare. Un po’ come quando passeggiando in un prato ti accorgi di volere meditare proprio ai piedi di un albero in particolare, il fluire della sua energia ti ha comunicato che era proprio li che dovevi sederti, così anche quelle due tele mi hanno comunicato il loro fluido affinché mi fermassi e leggessi che mi dovevo fermare proprio di li a poco per qualche istante. 

Avevo letto il nome della mostra, “Profumata-mente”, così ricollegandomi ai profumi che in qualche modo ci riportano al passato in un solo istante, ho fatto una sosta di fronte ad un quadro  intitolato “Fiuto” realizzato da Lorenzo Pietrogrande, che subito mi ha comunicato due parole importanti, passato e profumo. Un cane con lo sguardo attratto da sbiaditi fogli con sopra raccontata la storia della nascita del profumo in Francia. La corporatura agile dell’animale lascia emergere sfumature e toni di colori che ci riportano al passato alla storia del profumo in Francia che vede come capitale Grasse, nelle Alpi Marittime. L’immagine che mi è apparsa davanti riporta ad altri tempi, in qualche modo alle dame di corte o ai ricchi signori che prendevano il te delle cinque insieme alle nobildonne, leggendo per l’appunto qualche libro dell’epoca mentre il cane annusava con fare da segugio il profumo dei dolci delle paste per il te o le essenze indossate dalle donne che si erano preparate di tutto punto per l’occasione. La bravura dell’artista è quella di riportare lo spettatore nello spazio temporale e nel luogo preposto attraverso un percorso, quasi un’avventura, agli occhi dell’osservatore che un attimo prima era al presente e poi si ritrova in un’altra epoca, come in un sogno, così nitido e stravagante. C’è da chiedersi tutto questo come sia possibile, resta il fatto che gli elementi usati dall’artista come fogli sbiaditi e invecchiati dal tempo sulla storia del profumo, riportano ad un viaggio nel tempo passato, esattamente come il profumo che trascina la mente ad un momento esatto ancora prima di rendercene conto.

L’altro quadro che ha attratto in qualche modo la mia attenzione porta il titolo in lingua inglese, “Smells like happiness”, che in italiano significa, odora di felicità, realizzato da Monica Bianchini.  Raffigura la vista da una terrazza sul mare, tra alberi di limoni che lasciano emergere il loro profumo attraverso l’intensità con cui sono stati dipinti, così come intenso è il colore del mare, con il suo forte profumo di salsedine. I colori sono decisi e vivi lasciando emergere il periodo di primavera, di fioritura quindi anche di rinascita, la luce è più nitida e porta la mente ad assaporare il profumo dei limoni del sud, quello dei fiori del gelsomino e delle rose e della natura rigogliosa, immaginando il sapore dolce delle ciliegie appese ai rami. La mente scivola in questo caso verso una donna con una cesta che raccoglie i frutti profumati osservando la magnifica vista sul mare e gli scogli, assaporando il profumo di iodio mentre il sole riscalda ogni elemento della natura raffigurato nel quadro nelle ore calde della giornata. Ancora una volta, la mente viaggia verso i profumi della terra, assaporando i colori che di certo comunicano la loro armonia e portano verso le strade inerpicate dei villaggi delle isole del sud, dove la vista è a picco sul mare e i profumi sono intensi. Ancora una volta si percepisce bene lo spazio temporale ambientato nelle ore calde della giornata in cui i colori sono più intensi e la luce più forte, così come il profumo della frutta ci riporta al sud a quelle tavole apparecchiate in modo semplice con pane fatto in casa, pomodori, olive, frutta e olio appena spremuto. L’artista in questo caso è regista del proprio film perché è in grado di far percepire il viaggio attraverso gli elementi che ha scelto nel proprio dipinto. Accanto al quadro leggo le parole del cantautore napoletano Murolo che intensificano il viaggio nel percorso dei profumi anche con l’accento del sud:

 

 ” ‘O ssaje ce stanno piazze

addò se sente ancora addore è mare

‘o mare

e che mare

e alberi ‘ncantati

ca’ de’ giardini

manna dint’e ccase

‘o sapore de’ cerase   …”

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“Fiuto” – Lorenzo Pietrogrande – Fotografia P. Marino
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“Smells like happiness” – Monica Bianchini – Fotografia P. Marino

Horst Ganepy

Silvia Porro: il sentiero artistico

 

 

 

 

Arte in movimento

 

 

 

 

Frammenti 19 – Oriental mood, collage e tecnica mista su carta, cm 50×70, 2008

 

 

Silvia Porro consegue il diploma di maturità d’arte applicata alla grafica pubblicitaria, nel 1994 presso l’Istituto d’Arte di Monza. Nel 2000 si laurea in pittura all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, con una tesi in storia dell’arte dal titolo “Primitismo nell’arte moderna e contemporanea”. Nel corso degli anni ha approfondito l’interesse per il realismo esistenziale, nutrendo particolare interesse per l’artista Bepi Romagnoni. E’ proprio attraverso lo studio e l’osservazione dei lavori di Romagnoni che Silvia Porro inizia a lavorare ai suoi “collages pittorici” attraverso una chiave più contemporanea che abbraccia le dinamiche e le problematiche del suo tempo. L’interesse per la materia e per l’essenziale, la porta ad approfondire le tecniche dell’incisione presso la scuola d’arta Federico Faruffini di Sesto S. Giovanni. Dopo aver partecipato ad alcune collettive i suoi ultimi lavori sono stati esposti a marzo 2008 presso la Mazzoleni Art Gallery di Bergamo. Osservando i quadri di Silvia Porro si ha la sensazione del continuo movimento, del viaggio, un continuo spostarsi di meta in meta. I colori caldi che emergono riportano al sud Africa, al color terra bruciata, al calore del sole, allo sguardo intenso di una donna africana che ti racconta i colori intensi del suo paese, un sogno in frammenti, dove rammenti dei volti pieni di significato, le luci e le ombre,  particolari essenziali. Come in un racconto di Agatha Christie il reticolato si riempie di indizi, così i “collage”, ricongiungono ad una sensazione di andare oltre le apparenze, oltre l’immagine stessa per captarne il significato o semplicemente osservare il quadro per afferrarne le emozioni, sempre forti sempre intense. Immagini che comunicano il passato intrappolato nei contorni sfuggendo attraverso le linee, attraverso i ricordi offuscati, la memoria ora vive attraverso le immagini ora sfugge oltre il quadro, oltre i contorni, è un continuo gioco di contrasti, ora le forme sono inquadrate, ora sembrano muoversi oltre i confini, ora i colori sono caldi ora sono freddi, ora, le forme sono intense, ora si sfumano dietro linee graffianti che mettono in risalto un’energia in movimento, un’energia in circolo, un’energia che porta insieme i pezzi del mosaico, un’ energia che trascina ogni singolo pezzo nella sua direzione.  Silvia osserva se stessa nei volti delle persone che rappresenta,  si guarda dentro e comprende la sua direzione artistica, come se un vortice trascinasse il quadro verso una meta ben precisa. Talvolta ben presente talvolta trascinata da questa corrente si lascia portare da questo sentiero, le linee portate dal vento che sconvolge le regole, esce dai canoni. I quadri sembrano attraversare un mare in movimento, un’insieme di correnti che sconvolgono la mente, con una forte onda, che ne esalta la franchezza. Una ballerina su un palcoscenico che parla del suo corpo che leggero si libra nell’aria, un abito sospeso, una delicatezza, immagini che sembrano appartenere al passato, al teatro. Sembra una sorta di giostra che ruota, il quadro sembra muoversi in tal senso benché sia fermo. Pare di perdere l’orientamento ma un orientamento esiste. Nulla ha inizio e nulla finisce ma è tutto in continuo movimento.

 

Per informazioni: silvia.porro@alice.it

 

Frammenti 18 – passerella solitaria, collage e tecnica mista su carta, cm 70 x 70, 2008 

 

Recensione di Isabella Bianchini