Serata per i bambini del Brasile

 

Edoardo Costa ha presentato allo Shangò Lounge Café con un volume edito da Electa, un reportage fotografico dalla favela Rocinha di Rio de Janeiro per promuovere una raccolta di fondi destinata alla costruzione di una nuova scuola materna. Barbara Olivi che Edoardo ha avuto modo di conoscere durante un recente viaggio in Brasile cerca di garantire un’istruzione ai piccoli della favela con strutture per l’educazione: un asilo, una scuola materna, il doposcuola. Nella struttura i bambini ricevono affetto, cure mediche, cibo sano, un ambiente pulito, una doccia calda, giocattoli, svago, attività ludiche e sportive. “Vorremmo che i bimbi amassero l’ambiente in cui li ospitiamo; che capiscano la differenza tra la strada, casa propria e la scuola, dove cerchiamo di trasmettere passione per lo studio e per le attività culturali, come unico strumento che avranno a disposizione per ambire a un futuro migliore” dice Barbara. I piccoli hanno ricevuto lo sfratto dall’edificio che ospita una delle scuole e C.I.A.K Costruction Intelligent Association Kids si prefigge quest’anno di raccogliere fondi per ristrutturare il nuovo edificio destinato a ospitare la nuova scuola, e dotarlo di personale e attrezzature. Le immagini del reportage sono stata scattate da Reinaldo Hìngel e Calè e lasciano emergere completamente l’espressività di quei bambini così gioiosi e vivaci.

Se già conosciamo Edoardo Costa come attore di “Vivere”, “Beautiful”,”Una donna per amico” e “Distretto di polizia” ora lo conosceremo anche per la sensibilità che lo ha condotto in Brasile per regalare speranza a dei piccoli bambini di una scuola materna. Lui stesso aveva gli occhi lucidi quando ha parlato del suo progetto e ha letto la lettera di Barbara, quasi sentisse il bisogno di comunicare a chi fosse intervenuto alla serata di aiutare quei bambini che comunicavano tutta la vitalità attraverso ogni immagine che veniva mostrata sul grande monitor. I bambini giocavano con Edoardo e c’era un grande scambio tra loro di amore, gioia e semplicità. Edoardo si è addentrato nel loro mondo in un quartiere che lui stesso definisce come un luogo pericoloso dove si vive alla giornata dove si cerca di sopravvivere, essendo Rocinha considerata la maggiore bidonville del paese , tristemente nota per una crudele guerra tra narcotrafficanti che ha coinvolto anche giovani vite. Così Edoardo dice che si può benissimo fare a meno di una brioche e un cappuccino alla mattina per aiutare questi bambini. Con le sue parole riesce completamente a esprimere il suo voler attraversare un percorso di valori umani. Ha quindi mostrato un filmato che lo dimostra che mette in risalto il suo voler dare agli altri e per la prima volta non ho visto il personaggio ma una persona semplice che sente il bisogno di compiere una missione importante. Edoardo ha una grande passione per i bambini e lo ha ampiamente dimostrato visto come sorrideva ai suoi nipotini che erano presenti alla serata. C’erano anche i suoi genitori che hanno condiviso la gioia dell’evento.

Per l’occasione sono intervenuti molti amici di Edoardo da tutta Italia e anche dalla Svizzera, tra questi  Fabio Mazzari e Francesca Bielli interpreti della soap “Vivere”, Giorgio Mastrota, Joe Squillo, Miriana Trevisan, Alberto Fortis, Tacconi, Kakà, Francesca Rettondini, Ugo Conti. Durante la serata si potevano acquistare in anteprima il libro “Il respiro del mondo 4” con le fotografie del reportage e il calendario di Edoardo Costa a New York i cui fondi vengono devoluti per il progetto del Brasile. Sul palco Edoardo ha anche presentato due gruppi di musicisti uno brasiliano (Batuque Brasil) e uno africano che hanno animato la serata con musiche dai vivaci ritmi latini e tribali. Per l’occasione si sono esibiti in danze tipiche ballerini in costume che hanno coinvolto anche Edoardo e una piccola bimba brasiliana che non poteva fare a meno di seguire i loro ritmi.
Dai loro occhi emergeva l’espressività e la gioia di suonare, di ballare di sentirsi la musica nel sangue. Mi sono davvero resa conto quanto i brasiliani siano persone semplici e ospitali, soprattutto quando ho scambiato qualche parola con i ballerini e i musicisti tutti gentili e disponibili.
L’idea di Edoardo è nata nel 2002 – con il progetto sociale “Il respiro del mondo” realizzato in India sostenendo il T.C.V. ” Tibetan Children’ s Village – comunità fondata da Jetsum Pema, sorella di sua Santità Dalai Lama, tramite donazioni in denaro e le adozioni a distanza di numerosi bambini del centro di Leh. Grazie al suo impegno, proprio in quell’occasione, Edoardo Costa ha ricevuto anche molti riconoscimenti da parte delle autorità umanitarie del Tibet. “Ho voluto chiamare questo ciclo di iniziative “Il respiro del mondo” proprio perché credo che i bambini siano la vera fonte di ossigeno e vita per il mondo ” dice Edoardo Costa ” e soprattutto a quei bambini che loro malgrado vivono situazioni difficili e ostili deve andare tutta la nostra attenzione e il nostro aiuto. Affinché anche loro possano essere parte di quel magico respiro”.

Invito quindi chi sta leggendo ad andare in libreria e dare un’occhiata alle meravigliose fotografie del libro “Il respiro del mondo 4”.

Articolo di Isabella Bianchini

Lost – Dispersi

Lost – Dispersi

 

Nel telefilm “Lost” i passeggeri di un aereo diventano naufraghi su un’isola deserta. Qui la finzione diventa realtà. In una gara contro il tempo tre squadre di concorrenti verranno lasciate in una posizione geografica sconosciuta e dovranno raggiungere la Statua della Libertà a New York per vincere $200.000.

Non hanno idea di dove siano, hanno solo uno zaino e $100. Secondo le regole del gioco le squadre possono comunicare una volta al giorno con i produttori attraverso un telefono satellitare. Se riescono a scoprire il paese in cui si trovano avanzeranno e si guadagneranno la possibilità di arrivare al primo posto. Nessuno parla la loro lingua e nessuno li capisce. Trovare un po’ di refrigerio nella fredda acqua di un fiume può essere il loro unico luogo di ristoro.

Trascinano il loro pesante zaino per chilometri e devono raggiungere il più vicino centro abitato per trovare un posto dove dormire. Il denaro è poco e così vendono i loro oggetti personali. Dormono dove capita e alla mattina si ritrovano di nuovo in viaggio. Il tempo è poco. I piedi sono doloranti per la strada che si è consumata sotto le suole degli scarponi. Grazie al corso di sopravvivenza sanno come destreggiarsi e come cavarsela.  La loro meta è molto lontana. Viaggiano su battelli, pullman e mezzi occasionali, mangiano quando possono e vivono all’avventura. Si trovano a bivi con scorciatoie che posso rivelarsi pericolose trappole.

I loro zaini sono pesanti e la loro corsa è faticosa, hanno poca acqua e devono resistere e avere la mente lucida nel decidere e nel ragionare sul percorso migliore. Una concorrente per trovare posto su un autobus affollatissimo si è seduta per terra e ha viaggiato per almeno dieci ore. In certi luoghi ti dicono che il viaggio dura due ore e poi sono quattro o cinque. I cavalli o altri animali possono essere un mezzo comodo ma piuttosto lento per spostarsi se devono trasportare anche zaini di grandi dimensioni. Il cibo scarseggia e se si riesce a trovare un passaggio a bordo di qualche fuori strada, si divide con le persone del luogo. Credo che molti dei concorrenti abbiano sentito la necessità di mettersi alla prova, conoscere i propri limiti e superare le loro paure.

“Dispersi” va in onda su Adventure One, appunto il canale dell’avventura. Qui le avventure le vivete in primissimo piano e poi chissà magari siete anche voi tentati da una gara fuori dalle righe?

Di certo qui non vi annoierete. Verrete trascinati nel vortice delle emozioni e dell’incognita.

Riuscirete a resistere alla tentazione di partire anche voi?  Tutte le informazioni le trovate su

http://www.adventureone.it/ 

Il programma è prodotto dalla Conan O’Brien’s production company in collaborazione con la NBC.

 

Articolo di: Isabella Bianchini